ROCKIT: Una Recensione Non Certo Esaltante ... Ma Obiettivamente Giusta.

Siamo al 25 di gennaio... tra una settimana esatta pubblicherò ufficialmente il mio primo Album "UN ACCENDINO BLU" e inevitabilmente l'emozione dell'attesa si fa sempre più forte creando una componente emotiva densa di preoccupazione, imbarazzo, perplessità, impazienza ed ottimismo, che mi fanno essere teso come una corda di violino... iniziano ad arrivare i primi ritorni dell'attività promozionale fatta negli scorsi mesi ed immancabilmente non tutti possono essere feedback così positivi come lo si vorrebbe...

É in questa atmosfera che ricevo, questa mattina, la notifica da parte di "Rockit.it" della pubblicazione on-line della recensione dell'Album che riporto integralmente in seguito ed invito a leggere anche direttamente dalle pagine del sito:

“… "Un Accendino Blu" è il disco d’esordio del cantautore toscano Michele Briganti, realizzato quasi interamente dalle mani dello stesso, sia per quanto riguarda le fasi di missaggio e mastering, che per quanto concerne le melodie e i testi.

Il disco, composto da 11 brani, ha come filo conduttore la tematica del ricordo, con l’evocazione di bucolici quadretti adolescenziali fatti di passeggiate in aperta campagna e giovani amori non corrisposti (già esposti abbondantemente nella traccia d’apertura, "Passeggiando"). L’ultimo brano, "Per Non Pensarci Ancora", dopo un’ulteriore riflessione sui tempi passati, riporta infine al presente con l’invito a non rimanere intrappolati nelle trame di ciò che ormai è andato. A regnare incontrastata, troviamo la chitarra acustica, accompagnata poi dagli interventi dell’armonica a bocca, delle tastiere, di una batteria e una chitarra elettrica troppo timide.

La produzione homemade di questo disco si percepisce chiaramente, con i volumi della voce (dal timbro piacevole) che talvolta vanno a sovrastare gli altri elementi. I brani, a livello prettamente musicale, hanno un’impalcatura che non convince e tentenna, senza quel minimo di innovazione, stratificazione sonora o ricercatezza capaci di destare interesse. Lo stesso potrebbe essere detto per ciò che riguarda le tematiche trattate, le quali profumano di già sentito, lasciandosi alle spalle una scia di cliché amorosi che si ripetono in diversi brani. L’invito è quindi quello di osare un po’ di più e di curare con maggiore attenzione la produzione. …”

(recensione by Davide Lotto – Rockit.it)

Certo... una recensione non proprio esaltante che non aiuta l'emotività del momento ma una cosa va detta... Concordo pienamente con quanto è stato scritto...

"OSARE di PIU’"… questo è quello che maggiormente mi ha fatto riflettere leggendo la recensione di “Davide Lotto”.

La recensione non è distruttiva ma conferma comunque molte delle cose che già, facendo autocritica, percepivo come pecche ancor prima di decidere di sintetizzare il mio lavoro di composizione in un Album…

È chiaro, potrei trovare centinaia di motivazioni che giustifichino il risultato di un lavoro che, essendo realizzato in casa ad avanza tempo, ha chiaramente i limiti di produzione, suoni, arrangiamenti e composizione di chi, da solo nella sua cantina, senza aver mai precedentemente avuto alcuna esperienza, ha iniziato a registrare le cose così come uscivano, imparando man mano che faceva, e non avendo neanche le competenze per rendersi conto deve stesse sbagliando... Ma, effettivamente, ad un ascoltatore queste cose giustamente non devono interessare… ci si deve basare sul “prodotto finito” e questo deve essere sempre il meglio che si può offrire a chi ascolta…

Mi sono trovato dopo 2 anni di improvvisazione nel ruolo di compositore con un insieme di brani sconnessi, registrati in modo approssimativo e suonando strumenti che non avevo mai suonato prima se non per curiosità, a volerli mettere insieme per costruirne un disco cercando soltanto di ottenere il meglio da ciò che avevo già...

La verità è che, quando sono riuscito a chiarire le idee sul percorso che volevo fare, per riuscire bene avrei dovuto “ripartire dall’inizio”: come consigliato da Lotto avrei dovuto curare maggiormente la produzione e le esecuzioni, variare i temi, cantare nuovamente tutto e meglio, cercare un minimo di originalità, rivolgermi a collaboratori e professionisti che curassero suoni, testi, arrangiamenti e produzione...

La scelta è stata quella più comoda e chiaramente "economica"… quella di chi si è accontentato del risultato, cullandosi del fatto che considerando da dove era partito avendo costruito tutto da solo basandosi esclusivamente sulle proprie forze, non ha voluto sostenere gli sforzi per creare un “prodotto maggiormente curato” e si è creduto soddisfatto anche se il risultato non era effettivamente soddisfacente.

Niente da obiettare pertanto su ciò che viene segnalato in merito ai suoni, alle composizioni poco originali, ai temi già sentiti… tutte cose vere... tutte cose già sentite…

Già sentite si… ma non da parte mia… per tutta una serie di motivi io ancora non le avevo dette ed in realtà avevo grande bisogno di dirlo e sono felice di averlo fatto anche se per esprimermi ho utilizzato un “linguaggio comune” e “già sentito”…

Non sono pertanto minimamente deluso da una recensione che, sebbene non esaltante, reputo in tutto e per tutto obiettiva e corrispondente alla realtà…

La verità è che Non ci ho creduto abbastanza, non ho voluto OSARE... mi sono accontentato ed ho investito meno di ciò che sarebbe servito per fare di questo album qualcosa che potesse avere velleità di riconoscimenti e successo.

Tutto sommato è palese che le motivazioni che mi hanno portato a fare un album non erano la fama e la notorietà e quindi, come dico in una canzone, "Va Bene Così" perche, semplicemente, “avevo necessità” di farlo…

Resta comunque un rammarico… avrei potuto e dovuto forse “OSARE di PIU’”...

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